lunedì 6 febbraio 2012

Recensione, trama "L'uomo che amava le donne" Truffaut Francois, un film che non puoi non vedere

Bertrand, il protagonista de 'L'uomo che amava le donne', è un distinto quarantenne che vive nella ricerca quotidiana, spasmodica, delle donne. Non riesce ad amarne alcuna a lungo, ma si confessa innamorato sempre di una donna nuova; più in generale, Bertrand è innamorato dell'intero universo femminile. Nemmeno l'incontro con Vera, l'unica donna che ha veramente amato, lo distoglie minimamente dal continuare nella sua caccia, dal suo perenne desiderio di conquistare. Prima di morire in un banale incidente, provocato proprio dall'inseguire una donna per la strada, troverà il modo di scrivere un libro nel quale racconterà le sue avventure e le emozioni che gli hanno ispirato le donne.
Francois Truffaut, regista de 'L'uomo che amava le donne', film del 1977, si trova nella sua decade migliore...

alle prese con temi d'ogni genere, come sua consuetudine, ma che privilegiano sempre l'aspetto sentimentale, il ben noto amore del delicato regista francese per le donne, per i bambini, per il cinema. E così, dopo aver tracciato nel 1970 il quarto e penultimo capitolo di Antoine Doinel in 'Domicile conjugal' (incredibilmente tradotto in Italia in 'Non drammatizziamo...è solo questione di corna'), ci saranno ben altre quattro storie d'amore a caratterizzare l'opera di Truffaut negli anni settanta, 'Le due inglesi' nel 1971, 'Adèle H. una storia d'amore' nel 1975, il durissimo 'La camera verde' nel 1978 e l'ultimo capitolo della saga Doinel 'L'amore fugge' del 1979. Oltre naturalmente a 'L'uomo che amava le donne', una traccia fondamentale nel percorso del regista francese, in cui, forse ancora più che in Antoine Doinel, il protagonista parla con la bocca e le parole dell'uomo che sta dietro la macchina da presa. E a darne testimonianza sono le parole stesse di Bertrand quando dice: ' Io mi interesso a tutte le donne', 'Cosa hanno in più queste donne rispetto a quelle che ho già conosciuto? In più hanno il fatto di essere delle sconosciute.'.
'L'uomo che amava le donne' non è, come si potrebbe pensare, un film antifemminista (siamo nel 1977, nel periodo della seconda forte contestazione giovanile italiana), perché se anche la pellicola presenta le donne come semplici co-protagoniste, con una dose appena accennata di introspezione psicologica, la figura femminile ne esce pienamente valorizzata ed alla fine risulta addirittura vincente nei confronti di quella maschile. Le donne cercano di convincere Bertrand che il suo non è un comportamento da uomo maturo; e la sola giustificazione alla ricerca continua di Bertrand ci viene da Vera, l'unica donna che il protagonista confessa di aver amato, che naturalmente ha finito per perdere e che gli dice: 'Tu credi di amare l'amore, ma non è vero, tu ami l'idea dell'amore'. Bertrand è stranamente freddo nell'incontro con Vera, e a nulla servono i tentativi di lei per far ripartire la storia.
E' dunque la poetica, la visione della vita di questo geniale regista francese che ha lasciato un segno indelebile negli appassionati di cinema francese, a venir fuori completamente in questo film, intenso, a tratti triste, talvolta vivace, comunque molto, forse troppo vero.
'Bertrand ha inseguito una impossibile felicità nella quantità, nella moltitudine, perché abbiamo bisogno di cercare in tante persone ciò che la nostra educazione pretende di farci trovare in una sola.'
Si chiama Charles Denner l'attore che interpreta Bertrand; un viso scolpito, affascinante ma non certo bello, eppure assolutamente perfetto per il ruolo. Denner è scomparso qualche anno fa, aveva girato molti film, anche in tv, e lavorato in teatro, ma naturalmente fu ricordato (e sarà ricordato per sempre) come 'L'uomo che amava le donne'.

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